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Fuga dal web a Cuba, l’isola di Castro raccontata dallo Chef italiano Luigi

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Le strade dell’Avana, coloratissima capitale di Cuba

A Cuba, isola caraibica dal fascino coloniale, è ancora possibile “staccare la spina” e godersi lo scorrere lento del tempo scandito dal fruscio del vento tra le palme marine, e ciò grazie, alla scarsa penetrazione di internet.

Siamo andati a conoscere Luigi Fiore, proprietario e Chef del Mediterraneo Havana, uno dei migliori ristoranti della città, situato nel quartiere Vedado. 

 

Quando e dove è iniziata la tua passione e la carriera di chef?

“Ho 57 anni, sono sardo di Sassari, studi in pedagogia ma con la passione per la cucina che mi ha trasmesso mia madre fin dall’infanzia,  tenendo conto che ero il più grande  di sette figli (quasi una squadra di calcio) a cui occorreva far da mangiare tutti i giorni. Come si può immaginare la mamma aveva bisogno di aiuto, che per  fortuna gli veniva sia da me che dalle mie sorelle appena più piccole, a tutt’oggi ottime cuoche, anche se, senza togliere niente  alle loro capacità, a livello casalingo!

Per completare la prima domanda, ho cucinato per gran parte della mia vita ma come autodidatta, ho imparato molto lavorando nelle estati  turistiche in Costa Smeralda, quindi per circa 30 anni ho fatto l’educatore e l’istruttore sportivo in un centro di recupero e integrazione per ragazzi disabili ! 

Però la cucina ha sempre trovato spazio, tempo, e qualunque luogo sufficiente che  mi si offre, è  l’occasione di sfogare la mia attitudine davanti ai fornelli, compreso il servizio militare! 
Tutto questo  sino a quando ho avuto la possibilità di gestire per circa 4 anni  una trattoria  nella mia città…solo una manciata  di tempo prima di realizzare il mio sogno di aprire un mio ristorante.. Indovina un po’ dove?

 

…A Cuba naturalmente ​! Quando e perché hai deciso di trasferirti a Cuba e come è lavorare e vivere lì?

Perché Cuba ? La storia è abbastanza complessa… vedo per quanto posso, di farla breve… sono uno dei rari italiani che hanno praticato il baseball, sport popolarissimo  negli Stai uniti e non solo, perché per esempio è sport nazionale qui a Cuba o nella Republica dominicana o in  Venezuela !

Bene… nel lontano 1994 la federazione italiana baseball decide di avvalersi della preziosa collaborazione di tecnici cubani, e uno di questi viene destinato a Sassari con l’intento di elevare il livello tecnico della squadra nella quale io ricoprivo il ruolo di general manager oltre a quello di giocatore! Bene il signor Miguel Alfonso Fales (questo è il nome del mio allenatore e a tutt’oggi mio grande amico!) passa ben quattro stagioni nella mia città e precisamente ospite nella mia casa! É facile immaginare che con Miguel nella casa tutto quel tempo, Cuba sia stato uno degli argomenti principali delle nostre chiacchierate se non quasi l’unico!  Naturalmente la mia curiosità crebbe a tal punto che nell’estate del 1997 mi vidi quasi obbligato a visitare l’isola!

Inutile dire che rimasi affascinato tanto che,  ho ripetuto l’esperienza vacanziera varie volte negli anni seguenti ! La Habana può essere una città incantatrice con quel fascino particolare di un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato agli anni 50, ma solo nel suo aspetto, perché ciò che offre al turista è sufficientemente al passo con i tempi, ricordando naturalmente che ci si trova in Sudamerica e non in Europa o negli Stati Uniti! Tutto questo è l’oggi, ma nel 97 i “paladar particular” come si chiamavano allora i ristoranti privati,  erano davvero mosche bianche e non dico fesserie se parlo di difficoltà serie per mangiare decentemente, comprese le pietanze tipiche del luogo! 

Si può immaginare come poteva trovarsi, da questo punto di vista, un italiano, per giunta cuoco e comunque “di buona forchetta”, risultato, ogni vacanza perdevo circa 8 kg (una buona dieta rapida ma non indolore !).

Insomma non so che avrei dato per un buon piatto di spaghetti! Fu così che iniziai a pensare a ciò che avrei potuto fare in quel paese se messo nelle condizioni giuste. Quell’idea, condivisa con un amico che nel frattempo avviava una società di consulenza commerciale qui a Cuba, rimase accantonata per  circa 10 anni, attendendo il momento buono per svilupparla al meglio! Quel momento arrivò circa 6 anni fa, quando da casa si cominciò a pianificare su carta quello che oggi, dopo 5 anni di lavoro, lo possiamo dire tranquillamente, è un ristorante di successo e unico nel suo genere (cucina mediterranea!) a La Habana!”

 

Quale attività (fuori dai circuiti turistici) suggeriresti di svolgere agli italiani che vengono in vacanza a Cuba?

“Questo è un compito per me non facile visto che io sono abbastanza impegnato con il ristorante per visitare come si dovrebbe questo paradiso in Terra !!! 
Provo a dire qualcosa sui pochi posti visti ! Iniziamo con la città di Cienfuegos …particolare  per la sua laguna per il suo lungomare e con buoni ristoranti come il Pelicàno o il Rancho Cristal, per la música e per la fiesta cubana suggerisco una capata a Punta Gorda dove diversi localini allietano le notti cienfueghine!

Per gli amanti della natura e del trekking ottima meta sono le cascate  della Terraza a circa 55 km dall’Avana sulla autostrada per Pinar del Río ! Un concentrato della jungla caraibica nel complesso naturale della Moka con varie possibilità a seconda dei gusti: trekking , canoa,camping, bungalow e per gli amanti dell’amacord la possibilità di visitare la casa dove ha vissuto i suoi migliori anni della sua vita il famoso cantautore Polo Montañes una roccaforte con tanto di Rancho dove degustare una buona cucina cubana!

All’Avana, a parte il Mediterráneo Havana, che è,  come dico sempre un ristorante atipico nel panorama gastronomico cubano, perché offre al cliente  una “pausa mediterranea” alla diffusissima cucina creola o pseudo internazionale,  ci sono a mio parere alcune  esperienze imperdibili per il palato:  Ristorante Dona Eutimia (Piazza Cattedrale;  buona  e autentica cucina creola), Ristorante Toros y Tapas (Miramar, calle 6 entre tercera y primera; buona cucina spagnola ), O’Relly 304 (calle O’Relly n° 304; buonissime tapas e cocktail).

Per la notte in “fiesta”: Il Sarào (Veidado, calle 17 esquina E ..música dal vivo, discoteca,  bar caffetteria), Club Melen (Miramar, calle primera entre 56 y 60; music – bar, discoteca, típico clima cubano) e se qualcuno é patito di salsa, merengue, insomma balli latinoamericani…la Casa della Musica in Galliano!”

 

So che Internet è poco accessibile ai cubani, qualche suggerimento per i turisti che non riescono a disconnettersi dalla rete? 

Internet…le cose migliorano di anno in anno ma ancora il paese non è da considerarsi esattamente “in rete”. Comunque all’Avana soprattutto, ha molti punti WiFi sparsi per la città: sul lungomare (Malecon), nel passo del Prado e al Parque Central,  oltre che negli hotel e ristoranti più eleganti.

Nell’entroterra, il WiFi si trova nelle piazze principali, ma solo delle cittadine più grandi o turistiche (Vinales, Trinidad, Remedios) e comunque la velocità non è tale da poter permettere chiamate su Whatsapp, si possono inviare solo messaggi e foto. Comunque, comprando una tessera della compagnia locale, si può telefonare al costo di 2 € l’ora o 7€ per 5 ore).

Ma se l’obiettivo è disconnettersi dal mondo allora…questo è davvero il paradiso!

 

Come si sta preparando Cuba all’arrivo del grande turismo degli Stati Uniti? Pensi che questo cambierà qualcosa anche per il suo ristorante?

Il turismo americano ha già portato abbastanza a livello di numeri ma non ha cambiato molto se non gli incassi (ma con essi sono lievitati anche i prezzi dei prodotti!) …per me personalmente grandi soddisfazioni, perché gli americani soprattutto, apprezzano molto la mia filosofia di cucina e davvero lo dimostrano con molto molto entusiasmo!

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