#italiansintheworld – Il quinto giorno del viaggio di Francesca in Giappone

Sono già arrivata al mio ultimo giorno a Tokyo e mi sembra incredibile!
 
Stamattina mi sono alzata molto presto, ho fatto colazione come al solito vicino alla riproduzione di Godzilla che c’è nel mio hotel e ho indossato un impermeabile per affrontare la pioggia. Giugno in Giappone significa stagione delle piogge: per lo più questo comporta tanta umidità e una pioggerellina leggera, soprattutto alla mattina.
 

 
Alle 8:30 ero già in stazione a Shinjuku, pronta per prendere il treno che  in circa 2 ore e mezza mi avrebbe portata in una località di montagna, Hakone. Questa meta turistica è molto frequentata anche dai giapponesi ed è famosa soprattutto per la vista del Monte Fuji dal lago vulcanico Ashinoko. A volte la nebbiolina impedisce di godere del panorama, ma in quei casi ci si può comunque divertire con tante altre attività.
 
Ad Hakone ci si può rilassare in uno degli onsen, i famosi bagni termali. Se avete tatuaggi però ricordatevi di coprirli con dei cerotti: nella tradizione giapponese solo gli appartenenti alla mafia Yakuza erano tatuati, perciò tuttora i tatuaggi non sono ben visti e potrebbero pregiudicarvi l’ingresso a tanti onsen e spiagge!
 
Successivamente si può partire per l’itinerario classico che ho scelto anche io, che è il più lento ma il più scenografico ed è quello coperto dall’Hakone Free Pass: si prende il treno fino a Gora, da lì la teleferica fino a Sounzan, poi funivia fino alle solfatare di Owakudani, poi di nuovo funivia fino a Togendai, sulle rive del lago Ashinoko. A questo punto si fa una gita in barca sul lago fino a Moto-Hakone, dove si può prendere l’autobus che riporta alla stazione di Hakone. 
 
La prima tappa è quella di Gora, che si raggiunge in 40 minuti di treno tra foreste di bambù e pendii ricoperti di ortensie. Se volete rilassarvi, scendete alla fermata prima e visitate l’Open air museum, un museo all’aria aperta dove si può passeggiare tra sculture e opere d’arte contemporanea. 
 
 
 

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Con la teleferica da Gora si arriva poi a Sounzan, dove si prende la funivia verso Owakudani, nota per le pozze solforose e le sorgenti calde. Intorno alla stazione di Owakudani si può fare una pausa di rito per comprare le uova nere: cotte nell’acqua delle pozze geotermiche, hanno il guscio colorato dallo zolfo. Si dice che mangiando un uovo nero si allunghi la propria vita di 7 anni, così io ne ho mangiate due – non sono andata oltre a causa del colesterolo, che cozza un po’ con questo buon auspicio!
 

 
Owakudani prende il nome dal cratere che circonda, che si è originato durante l’ultima eruzione del vulcano Hakone, circa 3000 anni fa. Proprio per l’attività vulcanica, seppur limitata, questa zona non è sempre visitabile a piedi. 
 
La tappa successiva è la suggestiva Togendai, sulle rive del lago. Da qui si prende il battello e si scivola placidamente sull’acqua per circa 30 minuti, ammirando il panorama. Si può distinguere un rosso torii (porta scintoista) vicino alla riva e si possono osservare i pendii delle montagne, ma la vera fortuna è riuscire a scorgere tra le nuvole la cima del Monte Fuji.
 
Io non ci sono riuscita perché il cielo era troppo nuvoloso, ma prendo questo fatto come una scusa per tornare – anche perché chissà, magari tra qualche tempo avrò bisogno di assicurarmi altri 7 anni di vita con un altro uovo nero.

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