Tokyo, una città che si prepara (e si rinnova) in vista dell’appuntamento olimpico

Nuovi centri sportivi, stazioni ferroviarie (ancora) più efficienti e gli aeroporti che si avvicineranno sempre più, idealmente, al centro città. La Tokyo che si prepara ad ospitare i Giochi della XXXII Olimpiade, nell’estate 2020, è una città in grande fermento, dove il livello già incredibile delle sue strutture pubbliche sarà ulteriormente innalzato per favorire i milioni di spettatori e gli oltre 12.000 atleti che giungeranno da tutto il mondo per le Olimpiadi.

Dal 24 luglio al 9 agosto 2020, Tokyo diverrà la capitale sportiva del mondo, in uno scenario che prevederà la costruzione di undici nuovi complessi, tra i quali lo Stadio Olimpico, su un totale di 33 strutture che ospiteranno ben 324 gare, in rappresentanza di 33 discipline sportive.

Ma cosa sta cambiando in quella Tokyo che nell’immaginario comune è città scintillante e sfavillante, tra grattacieli illuminati a ogni ora del giorno e della notte e antichi templi che risalgono a oltre 2000 anni fa? Apparentemente, nulla e tutto allo stesso tempo.

Con un budget di circa 3 miliardi di dollari, il Governo metropolitano di Tokyo spera di ottimizzare il sistema infrastrutturale della città, rendendo la vita dei visitatori, sia durante i Giochi che dopo, ancora più facile. Gli aeroporti di Haneda e Narita, i due scali internazionali nei quali arrivano molti dei voli dai paesi occidentali (compresa l’Italia) saranno ristrutturati, e verranno eliminate alcune restrizioni che riducono le capacità effettive degli scali.

Sotto il profilo ferroviario, che è già un fiore all’occhiello del Sol Levante, si procederà in vari modi, a partire da un significativo ampliamento della Stazione di Tokyo, situata nel quartiere di Marunouchi, e delle linee che la congiungono ad Haneda e Narita. In questo modo, si potrà arrivare ad Haneda in soli 18 minuti di viaggio (contro i 30 attuali) e a Narita in 36 minuti (contro i 55 attuali).

Sempre per le ferrovie, è prevista la costruzione di una nuova linea, che collegherà Tamachi all’Aeroporto di Haneda, e il completamento della Central Circular Route, della Ken-Ō e della Tokyo Gaikan Expressway. Sarà infine ampliato il collegamento della linea automatizzata Yurikamome, che arriverà fino alla stazione di Kachidoki, nei pressi del nuovo Villaggio Olimpico.

Per quanto riguarda le strutture storiche che hanno già ospitato le Olimpiadi del 1964 a Tokyo, quelle che raccolsero cioè l’eredità dei celebri Giochi di Roma del 1960, alcune di queste torneranno anche nel 2020 a vedere gare olimpiche. È il caso, ad esempio, del Gymnasium di Yoyogi, un’opera storica il cui progetto si deve alla celebre archistar Kenzō Tange, padre del “modernismo tradizionale” nipponico, oppure il Nippon Budokan, progettato da Mamoru Yamada e che ospiterà le gare di judo e karate.

Di straordinario impatto scenico saranno le gare di ciclismo su strada, che si terranno nei Giardini del Palazzo Imperiale, un parco ampio oltre 3 chilometri quadrati che circonda l’antichissima residenza dell’Imperatore del Giappone.

Spazi ad uso diverso da quello sportivo, come il Broadcasting center (ovvero il centro nel quale si riuniranno tutti i media), saranno ospitati in altri luoghi iconici della città. Proprio il Centro media troverà spazio al Tokyo Big Sight, un centro conferenze costituito da quattro piramidi rovesciate, unite da un corpo centrale e sostenute da pilastri semitrasparenti in vetro e acciaio.

Insomma, non solo una città che ha già moltissimo da offrire, ma che in poco più di 1.000 giorni conta di arricchirsi ancora di più, dal punto di vista sportivo, culturale e infrastrutturale, per accogliere i suoi visitatori e un futuro che a Tokyo, ormai da molti anni, è in realtà già presente.

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