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#italiansintheworld, Destinazione Norvegia – Giorno 5, Oslo e l’aurora boreale

Oslo, NorvegiaOslo, ultima tappa del viaggio in Norvegia di Gabriele

L’ultimo giorno di Gabriele in Norvegia per #italiansintheworld si chiude con Oslo, la capitale, e la magia dell’aurora boreale. Leggete subito il racconto finale!

Ci eravamo lasciati al largo di Andenes, mentre con Daniele, il nostro secondo #Italiansintheworld, eravamo a bordo di Reinas, la nave di WhaleSafari.

La mattinata è stata molto proficua e movimentata e siamo riusciti addirittura a vedere cinque capodogli e una dozzina di orche.
Ci tocca, un po’ a malincuore, rientrare al porto di Andenes perché sono le 13 e sta già calando la fredda e lunga notte artica. Per cena Daniele mi invita in uno dei pochi ristoranti del paesino per assaggiare un tipico piatto natalizio, Ribbes: costine di agnello e maiale al forno,  contornate da sedano rapa e da barbabietole.

La cucina norvegese è sempre deliziosa e soprattutto nei periodi invernali super-calorica e questo è un bene perché stiamo per partire per il periplo dell’isola Andoya per “cacciare” l’aurora e avremo bisogno di un sacco di energia per combattere il freddo della notte.

Percorriamo diversi chilometri lungo la via panoramica a ovest dell’isola, ma il cielo è pesante e carico di neve. Non sembrano esserci speranze e, anche se la cosa ci dispiace, decidiamo di continuare lungo la strada e passiamo un paio d’ore a sperare in un miracolo e a chiacchierare di Norvegia, di cetacei e della nuova vita di Daniele.

Quando una tempesta di neve si abbatte su di noi, la caccia dell’aurora sembra definitivamente conclusa, e così decidiamo di abbandonare l’impresa, ma non appena aggiriamo una piccola catena montuosa, ecco che nel cielo si apre un buco e una timida aurora inizia a fare capolino. Subito accostiamo, ci imbacucchiamo con tutti i vestiti che abbiamo e tiriamo fuori cavalletti e macchine fotografiche. L’aurora, sempre vanitosa, adora farsi fotografare e così inizia il suo balletto.

Non ho mai visto una corona così e l’attività è piuttosto forte: i colori spaziano dal verde al bianco al viola e le scie si intrecciano, roteano e ondeggiano. Lo spettacolo è incredibile e dura diversi minuti e poi, come se nulla fosse, scompare, come se non ci fosse mai stato. Le nuvole chiudono il sipario e ci lasciano di nuovo da soli, unici testimoni stupefatti di uno spettacolo unico e magico.

Salutiamo il Grande Nord perché il nostro viaggio continua, si va a Oslo, l’ultima tappa di questa avventura. Ci spostiamo verso il centro con il treno veloce Flytoget e non appena metto piede in città, noto che la capitale norvegese è in pieno fermento natalizio: i mercatini la fanno da padrone, le canzoncine echeggiano nelle strade e si respira una piacevole aria di festa.

Dalla stazione mi sposto lungo la via principale, cercando di creare un percorso circolare. Cammino in direzione del Palazzo Reale, attraversando un lungo viale addobbato e affollato da un mercatino e da persone spensierate che mangiano zucchero filato e si riscaldano vicino ai fuochi accesi in dei calderoni. Il mio itinerario mi porta prima alla Cattedrale di Oslo, poi al Palazzo Reale e infine al palazzo dell’Opera, che sembra galleggiare sul fiordo.

Oslo è perfetta come ultima tappa prima del rientro a casa: posso assaporare questa grande città in uno dei suoi periodi più festosi e candidi per rilassarmi dopo un incredibile viaggio nel Grande Nord che mi ha permesso di conoscere meglio la vita di alcuni italiani in Norvegia e le meraviglie di questo Paese.

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