Cattedrale di Justo Gallego, la Sagrada Familia di Madrid

Tutti conoscono la Sagrada Familia, la colossale cattedrale neogotica che Antoni Gaudí iniziò a costruire a Barcellona a fine Ottocento e i cui lavori, nella migliore delle ipotesi, dovrebbero terminare nel 2026, 144 anni dopo la posa della prima pietra.

Quello che forse non sapete è che in Spagna, e precisamente a qualche decina di chilometri da Madrid, nel comune di Mejorada del Campo, esiste una sorta di “Sagrada Familia bis”, una costruzione religiosa eclettica – a dire poco – progettata da un uomo visionario che da oltre mezzo secolo la sta costruendo in solitaria, pezzo dopo pezzo, utilizzando soprattutto materiali riciclati e scarti industriali.

Justo Gallego è un signore di 91 anni, che sin da giovane ha sperimentato una fortissima fede cristiana; respinto dal monastero dove voleva prendere gli ordini religiosi a causa di una forma, poi guarita, di tubercolosi, Gallego decise di mettere la sua fortuna familiare (soprattutto terreni, ma anche una buona rendita) a disposizione della sua fede.

Nel 1961 iniziò così a costruire, su un terreno della sua famiglia di circa 8.000 metri quadrati, una vera e propria cattedrale, consacrata al culto della Vergine del Pilar, la cui devozione in Spagna è fortissima.

Justo Gallego è poco più che un analfabeta: deve abbandonare infatti gli studi per lo scoppiare della Guerra Civile, ma nel suo saper leggere studia con grande interesse i testi sacri e di architettura, carpisce i segreti e i dettagli su ogni chiesa, ogni basilica e ogni cattedrale del passato e si mette all’opera per realizzare la “sua” Cattedrale, un dono a Dio e alla Vergine Maria che gli richiederà un’intera vita di lavoro.

Ancora oggi, nonostante la sua età sia piuttosto avanzata, Justo Gallego lavora dal lunedì al sabato con orario “da cantiere” aggiungendo o integrando alla struttura nuove parti. La Cattedrale di Justo, così viene comunemente chiamata, non ha un vero e proprio stile, si potrebbe quasi definire un lavoro di “arte marginale”, poiché presenta una facciata tra il romanico e il gotico, una ampia cupola circolare di impostazione rinascimentale, mentre i pilastri laterali richiamano quasi l’arte mudejár, ovvero l’arte islamica che segnò profondamente la Spagna tra l’VIII e il XV secolo.

Non esiste un vero e proprio progetto della cattedrale, poiché Justo Gallego ha sempre voluto lavorare a un progetto personale e quasi intimistico, un po’ come Gaudí con la sua celebre Sagrada Familia; esistono però delle ricostruzioni di massima di come dovrebbe essere l’edificio una volta completato, con due alte torri campanarie gemelle sormontate da cupole ribassate, e vari pinnacoli che cingono le navate e il transetto, ugualmente sormontati da cupole più piccole.

Dall’esterno la cattedrale sembra quasi un tempio eclettico, un work in progress con la facciata completata quasi per metà, le mura perimetrali ben avanzate, mentre della cupola non si ha che lo scheletro metallico, colorato di azzurro come il manto della Madonna. L’interno, che segue una ripartizione a tre navate, presenta diversi affreschi e pitture realizzate da vari artisti nel corso degli anni, e che richiamano gli episodi biblici, soprattutto legati alla vita di Maria, ma si nota la difficoltà nell’avanzamento dei lavori.

L’edificio della Cattedrale di Justo è aperto al pubblico e visitabile, e vi si può entrare gratuitamente, magari scoprendovi (tutti i giorni tranne la domenica) l’anziano Justo Gallego al lavoro; l’uomo è quasi del tutto afono, e chi ha visitato l’edificio sa bene che la sua fede autentica lo rende piuttosto schivo a tante spiegazioni e dettagli, in misura tale che un cartello all’ingresso racconta la storia sua e della cattedrale.

La manodopera e le offerte sono gradite, perché Justo Gallego ha sempre lavorato gratuitamente, acquistando o recuperando di volta in volta i mattoni, il cemento, il metallo necessario per realizzare ogni singola parte di questo “capolavoro sconosciuto”. Non vi è una data certa di completamento dei lavori, e molto probabilmente in un futuro, se Justo non vi sarà più, difficilmente qualcuno proseguirà in questo visionario progetto. Ciò che più ci stupisce ed emoziona, però, è la passione e la dedizione di un ultranovantenne che, spinto dal suo credere, ha realizzato e continua a portare avanti un progetto meraviglioso, da scoprire con occhi e animo puri.

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VitadaTurista

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