La Roma del Grand Tour: tra monumenti, case museo e antichi locali

In qualunque stagione e con qualunque budget a disposizione si decida di visitare Roma, la Capitale saprà riservare sempre delle interessanti sorprese, perché qui vi sono mille segreti da scoprire e molti luoghi da vedere e rivedere, poiché ogni volta raccontano una storia diversa!

Chi infatti ha già avuto la fortuna di concedersi una vacanza in città, avrà senz’altro passeggiato lungo via del Corso, via Condotti, via del Babuino, giungendo nelle splendide cornici regalate da piazza di Spagna o piazza del Popolo.

Ma forse non tutti sanno che questi furono proprio gli stessi luoghi che nei secoli scorsi, divennero meta indiscussa del Grand Tour, il viaggio di formazione che i giovani rampolli delle famiglie benestanti del Nord Europa compivano nel Bel Paese per accrescere la propria conoscenza e la personale sete di curiosità. Meta indiscussa era ovviamente Roma, con le sue romantiche rovine immerse in una folta vegetazione, con le numerose chiese rinascimentali e barocche che adornavano ogni angolo della città e con le sue antiche tradizioni ancora ben radicate alla fine dell’Ottocento.

Piazza del Popolo ad esempio, era l’ingresso ufficiale in città da Nord e cioè dalla Via Flaminia: chi arrivava qui, fino al XVIII secolo, si trovava davanti una piazza molto diversa da quella attuale, più piccola e senza le belle esedre laterali o la fontana centrale, opera successiva dell’architetto Valadier. L’impatto doveva comunque essere impressionante, basti pensare che qui sorgono ben tre chiese dedicate alla Vergine, tutte opere di eccelsi artisti e custodi di veri e propri capolavori della Storia dell’Arte, come le tele di Caravaggio in Santa Maria del Popolo. La piazza inoltre doveva apparire ai viaggiatori come un punto di snodo per altre destinazioni e sicuramente, ieri come oggi, un crocevia di persone da ogni parte del mondo, grazie anche al celebre ed elegante Tridente: via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta.

Proseguendo lungo Via del Corso, al civico n. 18, si incontra la casa dove soggiornò uno dei più grandi personaggi del passato, Johann Wolfgang von Goethe, anche lui giunto a Roma per godere delle sue bellezze e del suo clima. Oggi sorge proprio qui la sua Casa Museo, un vero gioiello nel cuore della città, assolutamente da visitare!

Nei dintorni di questa zona sono molte le strade che raccontano un tassello di questo importante viaggio: come via del Babuino e via Margutta, che ospitavano numerose botteghe di artisti ed artigiani, ma anche caffè e locali molto in voga in quel periodo. Anche se il caffè più amato dai nostri viaggiatori era senza dubbio il Caffè Greco, in via dei Condotti n. 86: sorto nel 1760 per volere di un certo Nicola della Maddalena, è senza dubbio ancora oggi una memoria indiscussa della città. Era frequentato da molti intellettuali del tempo, sia romani come Trilussa, sia provenienti da ogni dove. Tra i nomi più noti possiamo ricordare Stendhal, lo stesso Goethe, D’Annunzio, Joyce, Keats e Shelley. E proprio questi due giovani poeti inglesi, così come anche Lord Byron, furono tra il gruppo di intellettuali che scelsero l’Italia come meta della propria formazione e studio. In particolare, in un angolo della splendida scalinata di Piazza di Spagna, sorge la Casa Museo dedicata proprio a Keats e Shelley, anche questa imperdibile! In realtà, come già per Goethe, la scelta di questo edificio non fu casuale: qui infatti dimorò e morì proprio Keats, che era venuto in Italia anche per trovare giovamento dalla grave patologia che lo affliggeva. Ma non solo inglesi. In piazza di Spagna, come dice il nome stesso, la colonia iberica era infatti molto numerosa: non è un caso che in un angolo della grande piazza si trovi il bel palazzo che oggi ospita l’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Ma numerosi erano anche i francesi, che qui da molti secoli avevano importanti possedimenti, come la preziosa chiesa della Trinità dei Monti.

In piazza di Spagna i giovani avventurieri potevano inoltre trovare numerose carrozze che li avrebbero condotti in altre zone della città e anche fuori, nella tanto amata Campagna Romana, alla ricerca di nuove suggestioni. Tra le altre mete privilegiate, ancora oggi visitabili, vi era l’area del Foro Romano e la Via Appia Antica, con i suoi monumenti funebri, come il Mausoleo di Cecilia Metella, alternati alle splendide ville di epoca romana come quella dell’imperatore Massenzio.

Tornando nel cuore della città, sempre in piazza di Spagna e nei suoi pressi, si trovavano locande e ostelli per l’alloggio, oltre a locali alla moda dove trascorrere alcune ore in solitudine o compagnia. Tra questi spicca il famoso Babington’s, la prima sala da tè aperta in città per conto di due intraprendenti signore inglesi, ancora oggi meta di romani e turisti, sita in piazza di Spagna n. 23.

Non resta dunque che provare questo originale itinerario, per sentirsi un po’ i nuovi turisti del Grand Tour, regalandosi antiche emozioni!

Associazione L’Asino d’Oro

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