La Germania che non ti aspetti

Il diario di Alec: Stoccarda

Monaco, Garmish, Friedrichshafen, mai il Baden-Wurttemberg: l’idea di un viaggio in questa regione non mi aveva mai sfiorato, ma a poche ore dal viaggio mi ritrovavo a considerare che tutto ciò che sapevo di quelle città erano poche nozioni sparse per i libri di storia delle medie o delle superiori.

Il primo nuovo incontro con il mio compagno di viaggio, Vincenzo, è avvenuto in aeroporto a Malpensa: lui da Napoli, io da Torino. Lui fotografo e videomaker, io web influencer e blogger. Due mondi con molto, o molto poco, in comune.
La nostra prima vera avventura è stata trovare il Gate ancora preso dal sonno di quella mattina. Nel giro di un’oretta eravamo già imbarcati, cinture allacciate, pronti a partire per la prima tappa del nostro viaggio, Stoccarda.

Città simile a quella da cui venivo, sia Torino che il capoluogo del Land tedesco condividono un passato fortemente influenzato dall’industria automobilistica; in aeroporto ci hanno accolto festosamente due ragazze del Ufficio del Turismo locale, una delle quali, Alessandra, avremmo poi avuto modo di conoscere meglio.

Il tema del nostro viaggio riguardava in generale la Germania, e nello specifico quello che chiunque non si aspetterebbe di trovarci.

 

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Il nostro impatto iniziale con la cultura tedesca è stato, dopo aver visitato l’Aeroporto ed essere riusciti a partire con l’auto noleggiata, esattamente qualcosa che forse non ci aspettavamo, quello stradale: poche regole, ma da rispettare tutte. Destra, limiti, sorpassi, incroci. Le guide non preparano a quello che può essere la Germania per strada, a maggior ragione nella città dove sono nate Mercedes-Benz e Porsche; auto che per inciso sono tante e un po’ ovunque a Stoccarda.

Arrivati in hotel eravamo prevedibilmente in ritardo, doccia supersonica e cambio d’abiti, ed eravamo subito pronti per una passeggiata attraverso la Königstraße, arteria principale del centro che percorre Stoccarda dalla Stazione Reisezentrum Stuttgart Hbf verso Sud, fino a Marienplatz. Arrivati in Schlossplatz era già ora di pranzo. Tappa per quel gorno era il Cube Restaurant, nella stessa piazza: ristorante moderno all’interno di un cubo di vetro trasparente, che ospita una galleria di arte contemporanea.

L’incontro con Irene, la nostra guida, era previsto subito dopo pranzo. Visitato l’Álten Schloss (il Castello Vecchio) proseguiamo attraverso le stradine di Stoccarda, sulle quali si affacciano case risalenti allo sviluppo mercantile della città insieme ad una miriade di tetti a punta.

Superato il Mercato coperto, ci dirigiamo verso la parte meridionale di Stoccarda, cogliendo l’occasione per sbirciare un curioso reperto degli anni ’20 all’interno del palazzo del Comune: il Pater Noster, un ascensore-montacarichi azionato a forza manuale e di cui rimangono probabilmente solo una decina di esemplari in Europa.

Irene ci guida nuovamente attraverso il centro, sorpassando chiese cistercensi e birrifici storici. Una volta giunti alla Schlossplatz proseguiamo per i Mittlerer Schlossgarten, i Giardini del Castello, all’interno dei quali si trova anche il fantastico Teatro dell’Ópera di Stoccarda.

Salutiamo Irene in cima alla torre della stazione, su cui svetta il simbolo luminoso della Mercedes-Benz: abbracci ed a presto, insieme ad una vista meravigliosa sulla città e le colline che la abbracciano.

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