Il diario di Alec: Tubinga

La sveglia in hotel è suonata intorno alle 8, giusto il tempo per una colazione in stile tedesco ed io e Vincenzo eravamo fuori, pronti per incontrarci con la guida del giorno.

Fatte le dovute presentazioni, abbiamo percorso il ponte sul fiume Neckar, passeggiando sulla lunga e stretta isola al centro del fiume (la Neckarinsel) e spostandoci poi verso la casa museo dello scrittore Holderlin, che si trova proprio dall’altro lato del fiume.

Arrampicandoci sulle ripide stradine ciottolate di Tubinga siamo giunti fino al castello, e proprio in quel momento ha iniziato a piovere in modo abbastanza violenta, cosa che ci ha ‘costretti’ ad ammirare il fantastico panorama che si dispiega dai bastioni su tutta la città bassa: un tripudio di tetti arancioni a punta, macchie di alberi sparsi ed inevitabilmente, la pioggia.

Proseguendo per il centro con coraggio ed ombrello, raggiungiamo la caratteristica piazza centrale della città, Am Markt: a pianta trapezoidale, si affacciano su di essa edifici perfettamente integri che, come il resto di Tubinga, si sono conservati dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo una breve pausa torniamo nuovamente verso il fiume, dove questa volta ci attendono due “gondolieri” che ci fanno imbarcare sulle caratteristiche imbarcazioni del fiume Neckar: delle lance lunghe e strette, sui cui 5-6 metri di lunghezza si alternano regolarmente delle panche dove i turisti possono prendere posto e godersi l’esperienza in tutta comodità.

 

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Dal momento che la pioggia continuava ad imperversare, siamo stati invitati ad aspettare all’asciutto mentre due camerieri dell’hotel organizzavano un pranzo a bordo dell’imbarcazione: unendo due panche hanno formato una sorta di ripiano su cui sistemare un secchiello con ghiaccio e bottiglia di rosé, degli assaggi di dolci e prodotti locali, il tutto contornato da piatti di ceramica, tovaglioli in tessuto e dei macarons con un gusto eccezionale.

Giunto ormai il tardo pomeriggio, abbiamo approfittato del late check-out per un’ultima sosta in hotel, per poi fare i bagagli e partire con l’auto per l’aeroporto di Stoccarda.

Stanchi, ma soddisfatti e con ancora questa regione magnifica e florida negli occhi, abbiamo affrontato quei pochi chilometri inconsapevoli del fatto che le “sorprese” non fossero ancora finite. Verso le 18, orario in cui ci saremmo dovuti imbarcare, proprio davanti al gate mi è arrivato un messaggio dalla compagnia aerea: volo cancellato. Un aereo proveniente dalla Bulgaria era atterrato malamente sulla pista, e metà dei voli previsti per la sera e la notte sono stati cancellati. 

La Germania che non ti aspetti, e che non ci aspettavamo, ha tenuto fede al nome del progetto fino all’ultimo!

L’indomani mattina siamo atterrati sani e salvi a Milano, con ‘solo’ 12 ore di ritardo e, soprattutto, con una marea di materiale a ricordarci di questa fantastica esperienza; last but not the least, il nostro souvenir preferito: un orsacchiotto peluche che ci ha accompagnati nel nostro viaggio e che ogni tanto compare nelle foto!

A presto Vita da Turista, spero che questo sia solo un arrivederci!

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