Il diario di Valentina: Malaga

È sempre difficile iniziare a scrivere di un’esperienza che ti ha rapito il cuore, di una storia così bella che non sai come iniziare a raccontarla, di giorni che ti hanno arricchita così tanto da non avere le parole giuste per ringraziare chi l’ha permesso.

Ma farò di tutto per far sì che delle semplici parole possano configurare il film di questa esperienza.

Dopo aver vinto il contest #qualespagnapreferisci ho ricevuto un programma dettagliato da parte degli organizzatori e, sin da subito, ne sono rimasta stupefatta. Eventi, cultura, relax, concerti, pranzi stellati si sarebbero susseguiti come le pellicole di un film degli anni ’50.

 

In una caldissima mattina di luglio, mi sono diretta verso l’aeroporto di Bologna alla volta di Màlaga.

E lì è iniziata la mia avventura.

Sono stata accolta nell’Aeroporto spagnolo dalla guida Alejandro Pèrez-Malumbres Landa con cui ho goduto, sin da subito, di un fantastico giro panoramico della città: dalla Farola alla spiaggia Malagueta passando per il terminal crociere e la mozzafiato terrazza di Gibralfaro, uno dei punti più alti della città dal quale è possibile ammirare tutta la costa di Màlaga.

Nel pomeriggio, poi, dopo aver pranzato con le responsabili dell’Ente del Turismo Costa del Sol, Julia e Maria, nel Ristorante Los Mellizos, ho visitato la Cattedrale centrale soprannominata “la Manquita”, il Museo di Picasso, la Casa della confraternita de Los Estudiantes e l’incredibile fortezza Alcazaba. Stupendo notare come la cultura cristiana e islamica siano perfettamente amalgamate tra loro nell’architettura, nel cibo e nella lingua e come l’influenza di Picasso sia così incredibilmente presente in tutta la città.

 

{loadposition adsensetestuale}

 

Dopo una cena tipica al Ristorante Kaleidos con un servizio incredibilmente curato  e con la presentazione dei piatti in italiano, mi sono diretta verso l’AC Hotel Màlaga Palacio che, oltre a ospitare camere degne di nota in cui hanno soggiornato svariati personaggi famosi, ha una terrazza ristorante che si affaccia sul palcoscenico della città. Da togliere il fiato.

Ho amato talmente tanto l’atmosfera, i colori, le luci, la gente che tutti i miei pensieri si sono trasformati in queste semplici, ma vere, parole:

Mi piaci perché profumi di felicità.
Mi piaci perché con te respiro l’irrefrenabile voglia di sentirmi viva regalandomi, in ogni istante, la paura di perderti.
Mi piaci perché sei colorata e ogni tuo colore mi parla delle tue tradizioni. Diverse ma tremendamente amiche.
Mi piaci perché hai rubato le mie lacrime senza che me ne accorgessi: davanti a un quadro, a una casa che profuma di passato e davanti a due bambini che, nonostante la loro diversa cultura, si tengono per mano.
Mi piaci perché sei bella, da ogni angolazione.
Mi piaci perché non serve cenare nel ristorante più lussuoso per capire quanto sei buona.

Ma c’è una cosa che sei e che non ho detto ma voglio che, chi legge, abbia l’onore di scoprirlo da solo. Un piccolo grande suggerimento, però, voglio darlo: i malaghegni!

Link al primo vlog

Commenta

VitadaTurista

VitadaTurista

Novità da Vita da Turista