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Il diario di Valentina: Ronda

Nuovo giro, nuova corsa.

Trasferimento a Ronda, cittadina arroccata sulle rocce a circa 100 km da Màlaga.

Ma prima di raggiungere il paese, conosciuto per essere un vero e proprio palcoscenico naturale, abbiamo fatto la prima sosta al Reservatauro, una riserva in cui – da circa 5 anni – vengono allevati tori e cavalli da combattimento. Siamo stati accolti con una colazione all’aperto, all’ombra di un ulivo, e subito dopo abbiamo visitato parte della riserva (circa 200 ettari di terreno) a bordo di una jeep.

Il proprietario,  l’ing. Rafael Tejada (torero e ora allevatore) e le guide ci hanno condotti alla scoperta di un mondo che, spesso, non si conosce esclusivamente perché si è impegnati a valutare solo l’ultimo anello della catena: la corrida. Io, personalmente, ho visto tori e cavalli allevati in libertà, estremamente forti e in salute che mangiando l‘erba e fertilizzandola con i propri bisogni permettono alla tenuta di essere preservata da ogni tipo di problema.

 

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Il paesaggio circostante alla riserva è dei più unici: la Sierra della Nieves e la Sierra de Grazalema incorniciano perfettamente una flora che tende a variegarsi ogni 500 metri come se il paesaggio cambiasse da un momento all’altro con totale irregolarità.

Spostandoci verso Ronda, il paesaggio iniziava a uniformarsi magicamente: una bellissima cittadina seduta comodamente su un profondissimo burrone che conta circa 35 mila abitanti.

Dopo un breve check-in in uno degli Hotel più belli della città, il Catalonia Reina Victoria, ci siamo catapultati alla scoperta della città e della sua magica cultura paesaggistica grazie alla guida Alfredo Carrasco.

Pranzo tipico al Ristorante Pedro Romero, esattamente di fronte alla famosa Plaza de Toros considerata una delle più antiche, e architettonicamente più belle, arene di circo taurino di tutta la Spagna.

Ma è solo nei pressi nel Puente Nuevo, simbolo più famoso di Ronda, che ho iniziato ad ammirare il palcoscenico di questa fantastica città dove non è stato l’uomo a edificarne le bellezze ma sono a enfatizzarne le potenzialità. Antica e imponente collega, con un ponte, la città vecchia moresca a quella più recente, El Mercadillo, altrimenti distanziate tra loro dal burrore, El Tajo.

La visita ha collegato diversi punti caratteristici della città come:

  • il Palazzo del Mondragon, dove ha sede il museo civico che conserva svariati dettagli dell’epoca moresca in città;
  • la Plaza Duquesa de Parcent e la Plaza del Solcorro, le due piazze caratterizzate dal profondo senso di appartenenza alla tradizione Andalusa e, la prima, sede della Chiesa di Santa Maria del Mayor conosciuta per il mix degli stili presenti. Interessante sapere che è stata costruita sopra alla moschea araba della città quando venne commissionata dai re cattolici, Isabella e Ferdinando;
  • la splendida vista panoramica dalle terrazze panoramiche dell’Hotel Montevideo;
  • le Mura di Ronda, grandissimo monumento di ingegneria medievale costruite durante l’epoca islamica e successivamente ristrutturate dagli spagnoli cristiani.

Ma la serata non poteva concludersi in maniera migliore: con un concerto della fantastica compositrice e chitarrista Celia Morales, il tramonto nel Tajo de Ronda e una cena chic nella terrazza dell’albergo.

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