La Chiesa di Boyana, a Sofia

Questa mattina ci siamo stranamente svegliati presto. Stavolta non abbiamo né la colazione pronta ad aspettarci né la guida nella hall dell’albergo pronta a mostrarci la città. Queste due prime settimane di viaggio sono state fantastiche, da adesso però si va all’avventura! Cominciamo con la chiesa di Alexander Nevsky. È poi la volta del teatro nazionale di Ivan Vazov e della Chiesa di Santa Sofia, finché non ci incamminiamo lungo Vitosha Boulevard, una lunga strada percorsa dalle rotaie del filobus e costellata da tanti negozi e ristorantini.

Uno in particolare colpisce la nostra attenzione. Fanno solo zuppe, e che zuppe! Ne proviamo più di una, ottima quella con le lenticchie, proprio come la faceva mamma. È arrivato però il momento di risalire sulla nostra Bianchina e di visitare l’attrazione principale della giornata: la Chiesa di Boyana. È entrata a far parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO da circa trent’anni. La chiesa è stata realizzata in tre periodi: nella seconda metà del decimo secolo, allargata nel tredicesimo secolo e infine agli inizi del diciannovesimo. La chiesa di Boyana, conosciuta anche come chiesa di Kaloyan, è dedicata a San Nikola ed è famosa per i suoi affreschi che risalgono al 1259 e sono considerati dei predecessori del Rinascimento Europeo.

Purtroppo non si potevano fare né video né foto, quindi dopo esserci fermati ad ammirarli, siamo risaliti in macchina e siamo tornati all’ostello, questa volta per riposarci. Almeno, l’intenzione iniziale era quella, ma due viaggiatori è raro che si riposino. Tornati in ostello, c’era chi scaricava informazioni sulla prossima tappa e chi si occupava di fare la lavatrice e di fotocopiare tutti i documenti, giusto per averne qualche copia di sicurezza.

Verso il tardo pomeriggio chiamiamo le due ragazze che avevamo conosciuto la sera prima e ci invitano a casa loro per cena. Ovviamente accettiamo e gli chiediamo l’indirizzo: raggiungere l’abitazione è stata un’avventura! La casa si trova nel bel mezzo di una foresta, natura tutt’intorno, un posto veramente incantevole. Quando siamo arrivati, la cena era già a tavola: insalata mista con una salsa fatta da loro, molto buona, pesce al forno con patate, tagliere di formaggi tra i più variegati, ciotoline piene di olive e sottaceti vari. Da bere, una bottiglia di vino bianco di Frascati, portata da noi, e come da tradizione bulgara, una bottiglia di Rakia.

Ci siamo divertiti da morire, peccato che, tra una chiacchiera e un bicchierino, si sia fatto tardissimo! Per fortuna che ci hanno chiesto se volevamo dormire lì da loro e ripartire la mattina dopo. E mica potevamo rifiutare! Erano state troppo gentili. E così siamo tornati all’ostello alle 8.30 del mattino. Il tempo di prendere gli zaini e di ripartire!

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