Toledo: tra sali e scendi, religione, spade e marzapane

Il treno di mercoledì sera da Cordoba ci ha portati a Madrid ma nella capitale ci siamo rimasti solo per dormire una notte all’hotel Agumar, distante qualche minuto a piedi dalla stazione di Atocha. La mattina del giovedì il programma recitava: visita in giornata a Toledo.

Stavolta abbiamo utilizzato un treno non ad alta velocità perché nella tratta Madrid – Toledo non ci sono. Comunque sia il treno è stato puntuale come al solito, non ha sgarrato neanche di un minuto. Devo essere sincero, in Spagna il treno è davvero un mezzo pulito ed efficiente, non gli si può trovare nemmeno un difetto.

Alla stazione ci aspettava Miguel, la guida che ci avrebbe accompagnato per tutta la giornata.

Siamo saliti subito su un autobus di quelli panoramici che ci ha permesso di vedere Toledo da un’altra prospettiva. La tratta dell’autobus non passa nel centro per ovvi motivi, ma gira tutto intorno alla città. Toledo è famosa per essere circondata per un 70% dal fiume Tajo. Il territorio circostante è decisamente brullo e scosceso, cosa che ha permesso a Toledo di non essere mai attaccata su tutti i fronti. Il pullman gira attorno alla città, sul lato esterno del fiume. Si tratta di una strada panoramica, con molti punti dove l’autobus si sofferma per permettere ai turisti di scattare delle foto dell’intera città.

Per quanto mi riguarda ero già stato a Toledo qualche anno fa durante una tappa di un on the road in Spagna con un mio amico. Mia sorella Federica però non aveva ancora visto quella bellissima città, più volte gliene avevo parlato bene ma finché non la vedi non riesci a capire il motivo per cui sia così interessante. Dopotutto non si tratta di una grande città, basti pensare che il centro storico misura circa 15000 abitanti, sicuramente non è una metropoli ed allora cosa la rende così attraente?

Il giro esterno con l’autobus turistico direi che già da solo vale il prezzo del biglietto per andare a Toledo, ma questa città ha molto altro da offrire.

Assieme a Miguel siamo scesi nella Plaza de Zocodover, nome che arriva dall’arabo e significa mercato delle bestie. Si tratta di una piazza che era centro nevralgico della città è fu anche teatro di episodi meno felici durante il periodo delle inquisizioni.

Dalla Plaza Zocodover è partito il nostro lungo giro a piedi per tutta Toledo, città che vanta numerosi colli e quindi è caratterizzata da un’infinita di salite e discese, talmente tante che sono quasi certo che non possa esistere un toledano in sovrappeso.

 

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La nostra camminata è stata un viaggio all’interno del viaggio stesso. Con Miguel abbiamo viaggiato nella storia, una storia molto lunga ricca di cambi di fazioni al controllo di città. Numerose sono state le dominazioni che hanno influenzato Toledo ed il modo migliore per riuscire a vederne tutte le caratteristiche è quello che abbiamo fatto noi: visitarla completamente a piedi utilizzando anche vie che magari sono un po’ meno battute.

Il primo gioiellino di Toledo è indubbiamente la cattedrale che vanta un architettura interna completamente gotica con 5 navate anziché le classiche 3. Nella piazza della cattedrale c’è anche l’ayuntamiento, ovvero il municipio, di fronte al quale è stata costruita una “scultura” piuttosto controversa di cui, ancora oggi, non troviamo motivazione.

Anche la cattedrale di Toledo è immensa e ha una particolarità che probabilmente è presente solo qui e noi siamo riusciti a vedere. Ci è stata data la possibilità di salire sulla torre campanaria dalla quale si vede tutta la piazza e si intravede anche l’Alcazar.

Cosa c’è di particolare in questa torre campanaria? Come tutte le torri campanarie sono presenti le campane ed in quella di Toledo, oltre alle normali campane, è presente una campana gigante, chiamata campana gorda, che pesa addirittura 14 quintali. Voi penserete che quando suona farà un rumore assordante, in realtà purtroppo questa campana ha suonato solamente una volta. Al primo rintocco del suo battesimo campanario, se così possiamo chiamarlo, si è creata una profonda crepa al suo interno e da quel momento, per ovvie ragioni di sicurezza, non ha più suonato ma è comunque rimasta nella torre. Un tocco di fascino in più per una cattedrale che già da sola è molto interessante.

Oltre a numerose vie e viuzze ognuna con la propria leggenda, nel nostro peregrinare all’interno della città abbiamo avuto la possibilità di vedere due altri luoghi molto interessanti, entrambi di stampo religioso ma con una natura differente.

Il primo è stato quello che è considerato il miglior dipinto del pittore El Greco ovvero “La sepoltura del Conte di Orgaz” nella Iglesia de Santo Tome ed il secondo la Mezquita del Cristo de la Luz. Questa moschea, divenuta poi chiesa dopo la rinconquista cristiana, è oggetto di una importante leggenda di Toledo. Oltretutto è stata inspiegabilmente costruita su quella che doveva essere una strada consolare romana ed ancora oggi non si è riusciti a capirne la motivazione. Miguel, la nostra guida, ha giustamente affermato che è il paradiso per gli archeologi. Diciamo che non ce l’ha detto proprio in questi termini ma il concetto è il medesimo.

Andare su e giù per Toledo ci ha fatto venire giustamente fame. Il programma prevedeva una location particolarmente insolita: un pranzo nel Convento dei Carmelitani Scalzi.

Arrivati al convento ci siamo trovati di fronte ad un cortile coperto e qualche tavolo con tovaglie arancio. In questo ovattato silenzio solamente uno era apparecchiato ed era ovviamente il nostro. È stato come fermare il tempo. Effettivamente quello strano silenzio e l’ambientazione in cui eravamo dava l’idea di un posto senza tempo, un posto dove se ti volti vedi la storia che ti osserva. È stata un’esperienza molto particolare ed abbiamo mangiato davvero bene, la cucina era di ottima qualità oltre che essere di porzioni corrette, ideali per proseguire nelle strade tortuose di Toledo.

Abbiamo anche avuto modo di scoprire qualcosa in più del convento e siamo riusciti ad andare nel giardino dal quale si ha una bellissima vista su quello che è il territorio all’orizzonte e soprattutto su quella che era l’unica porta di accesso alla città. A tal proposito vorrei sottolineare che quando si gira per Toledo non si vedono muraglie distrutte o segni di combattimenti passati. La città era talmente coperta dal fiume che paradossalmente era difficilmente attaccabile ma facilmente espugnabile; d’altronde agli eserciti non serviva la forza, bastava solamente bloccare la porta di ingresso alla città ed aspettare che la fame facesse il resto. Toledo è quindi rimasta perlopiù intatta, solamente l’Alcazar ha subito qualche danno.

Abbiamo dedicato il primo pomeriggio alla scoperta delle sinagoghe ancora presenti nella città, mentre l’ultima parte della giornata ha preso una piega più ludica. Dapprima abbiamo visitato il Toledo Time Capsule, un modo particolare per sottolineare come Toledo, sia al giorno d’oggi che nei secoli precedenti, sia una città dove c’è una grande convivenza tra le varie culture.

Terminato il Toledo Time Capsule abbiamo avuto la possibilità di provare l’ebbrezza di Fly Toledo, la teleferica urbana più grande d’Europa. In realtà non si tratta di un’attrazione proprio extreme perché la velocità è ridotta ma questo vi consente di poter apprezzare al meglio il panorama circostante che è davvero molto bello. Con un’imbragatura apposita si scorre su una fune e si attraversa il Tajo.

 

I ragazzi che gestiscono Fly Toledo sono davvero in gamba, vi danno la loro GoPro che tenete in mano per tutto il tragitto e compreso nel costo vi montano anche il vostro video che potete andare a vedere su Youtube.

Dopo queste due bellissime esperienze abbiamo avuto la possibilità di dedicarci al tempo libero. Era tutto il giorno che aspettavamo il momento di confrontarci con il prodotto tipico del luogo: il marzapane. Toledo è infatti famosa oltre che per la forgiatura delle spade anche per il buonissimo marzapane.

E così, tra un dolcetto di marzapane ed un altro, si è conclusa questa intensa giornata dedicata alla scoperta di Toledo. Abbiamo salutato Miguel e siamo tornati verso Madrid con tanta cultura in più in testa e… tanto marzapane in più nello zaino.

Emanuele Ghidoni recyourtrip.com

 

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