Basta un lampo di Rodri per abbattere l’Inter: il Manchester City vince la Champions League

Nando Di Giovanni  | 11 Giu 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti
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Si sa che la storia viene scritta dai vincitori e quando al timone di una squadra di campioni c’è uno specialista come Pep Guardiola il risultato può sembrare scontato. Ma è altrettanto risaputo come il calcio non sia una scienza esatta e a chi aveva pronosticato il proverbiale compitino come sufficiente al Manchester City per sbarazzarsi dell’Inter, beh, ha avuto la dimostrazione del perché il calcio rappresenti il gioco più bello del mondo.

Dopo il 4-0 rifilato al Real Madrid nella semifinale di ritorno in pochi si sarebbero aspettati di vedere i Citizens messi in difficoltà sì da una grande squadra come l’Inter, ma sicuramente dotata di mezzi tecnici ed atletici inferiori rispetto alle Merengues.

Lì dove non può il talento può il cuore e dopo una finale che comunque ha visto i nerazzurri di mister Inzaghi uscire tra gli applausi per aver messo più che in difficoltà il Manchester City. Ma la storia, si sa, viene scritta dai vincitori e sull’albo d’oro della Champions League viene iscritto per la prima volta il nome degli Sky Blues.

La partita tra Manchester City e Inter

È una partita che porta ben impresso il nome del suo condottiero che, finalmente, riesce a scrollarsi i fantasmi di dosso, vincendo il massimo trofeo continentale dopo 12 anni di attesa, durante i quali l’ha soltanto sfiorata una volta in finale, contro il Chelsea, due anni or sono.

Dall’altra parte, i nerazzurri possono dirsi più che soddisfatti di quanto prodotto e in forte debito con la Dea Bendata: basti dare un’occhiata all’espressione di Dimarco tra l’allibito ed il disperato, per essersi visto Lukaku respingere il colpo di testa che sarebbe valso il pareggio dopo aver colpito la traversa. Dopo Siviglia e Shakhtar Donetsk, il bomber belga si ritrova ad essere il miglior alleato involontario dei propri avversari: ancora una volta Romelu si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ma non è solo quella l’unica occasione costruita nell’arco di una partita ben interpretata dai nerazzurri, capaci di azzerare lo spauracchio-Haaland con una prestazione da maestro di Acerbi, ben assistito da Darmian e Bastoni.

Tuttavia, le occasioni mancate nel corso del match, tra cui quella di Lautaro Martinez davanti a Ederson ed il colpo di testa centrale di Lukaku sbattuto addosso al portiere avversario fanno soltanto aumentare i rimpianti da parte di una squadra costretta in lacrime al triplice fischio finale.

In casa Manchester City, invece, si premia l’unica, vera occasione creata durante il match. Infatti, l’infortunio patito da De Bruyne durante il primo tempo priva gli inglesi di soluzioni per innescare gli avanti ed è soltanto grazie a una carambola in area nerazzurra, creata dopo un’avvolgente manovra, che Rodri riesce a trovare il giusto pertugio per mandare il pallone alle spalle di Onana.

È la rete che decide il match e che non spezza la resistenza dell’Inter che, anzi, prova a rialzarsi per far male agli avversari: il pareggio non arriva per ampie componenti di imprecisione e sfortuna e – a dirla tutta – anche per qualche decisione arbitrale che lascia quantomeno perplessi.

Tuttavia, al triplice fischio finale, dopo l’ennesimo assalto respinto, la maledizione del Manchester City degli sceicchi e di Guardiola è finalmente vinta: la Champions League può essere finalmente alzata al cielo e celebrato un Treble da leggenda.

Il tabellino dell’incontro tra Manchester City e Inter

MANCHESTER CITY – INTER 1-0

MANCHESTER CITY (3-2-4-1): Ederson; Akanji, Dias, Aké; Stones (82’ Walker), Rodri; Bernardo Silva, De Bruyne (36’ Foden), Gundogan, Grealish; Haaland. A disposizione: Ortega, Carson, Philips, Laporte, Alvarez, Sergio Gomez, Mahrez, Perrone, Palmer, Lewis. Allenatore: Josep Guardiola

INTER (3-5-2): Onana; Darmian (84’ D’Ambrosio), Acerbi, Bastoni (76’ Gosens); Dumfries (76’ Bellanova), Barella, Brozovic, Çalhanoglu (84’ Mkhitaryan), Dimarco; Martinez, Dzeko (57’ Lukaku). A disposizione: Handanovic, Cordaz, Gagliardini, De Vrij, Correa, Asllani, Skriniar. Allenatore: Simone Inzaghi

Arbitro: Szymon Marciniak (Polonia)

Rete: 68’ Rodri

Ammoniti: Haaland (Manchester City); Barella, Lukaku e Onana (Inter)

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