Ultimo atto? Macché! La Serie A non è ancora finita

Nando Di Giovanni  | 05 Giu 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti
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E non dite che non ve l’avevamo detto. L’ultima giornata del campionato di Serie A avrebbe dovuto emettere i suoi ultimi verdetti e al triplice fischio finale, assieme all’ufficializzazione delle squadre che parteciperanno alle coppe europee, la maggior parte dell’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori era rivolta agli stadi di San Siro e dell’Olimpico.

È sulla direttrice dell’Autostrada del Sole, infatti, che si è giocata la corsa per la salvezza tra Spezia e Verona. E ciò che si temeva (o sperava, dipende dai punti di vista) è accaduto: le contemporanee sconfitte contro Roma e Milan costringerà i due club a uno spareggio in campo neutro. Via il meccanismo della classifica avulsa, via il computo degli scontri diretti: tutto si deciderà in una partita secca.

Le 4 regine di Champions League

Dunque, celebriamo il Napoli che ha finalmente alzato al cielo il trofeo del campionato davanti al suo pubblico nello scontro testa-coda contro la Sampdoria: Osimhen ha confermato il suo strapotere, realizzando il gol numero 26 in campionato, un record assoluto per un atleta africano nel massimo campionato italiano. La rete del 2-0, invece, è arrivata grazie a Simeone. Forse entrambi lasceranno il Diego Armando Maradona in vista della prossima stagione, con il gigante nigeriano conteso dai club più ricchi d’Europa e il Cholito in procinto di vestire la maglia da vice-Immobile nella Lazio.

Alle spalle dei partenopei si posizionano proprio i capitolini che, per la prima volta nell’era Lotito, si piazzano al secondo posto in classifica, archiviando così la miglior stagione del corso iniziato nell’estate del 2004. La piazza d’onore matura dopo lo 0-2 esterno inferto all’Empoli che porta le firme degli alfieri Romagnoli e Luis Alberto. Quest’ultimo dimostra di trovarsi pienamente a suo agio nella sua nuova collocazione in campo e le frizioni con mister Sarri, ormai, sembrano essere lontanissime.

A chiudere il quartetto di Champions League ecco le due milanesi: mentre l’Inter trotterella in quel di Torino, imponendosi per 1-0 grazie a una rete di Brozovic, il popolo milanista saluta definitivamente Ibrahimovic che annuncia il suo ritiro davanti a uno stadio in lacrime. E idealmente consegna la sua eredità a Rafael Leão che, dopo il rinnovo fino al 2028, contribuisce con una doppietta a stendere il Verona nel finale.

Fra Europa e Conference League

Si resta in Lombardia, ma cambia la competizione. Infatti, al quinto posto ecco l’Atalanta di Gasperini che si gode la qualificazione dopo il 5-2 inferto al Monza. È Teun Koopmeiners il protagonista indiscusso del match: il centrocampista olandese realizza la sua seconda tripletta della stagione, sfondando quota 10 reti e dando agli orobici la spinta necessaria per superare i brianzoli, in rete con gli ex Colpani e Petagna. Chiudono il tabellino le marcature della promessa Højlund e Muriel che diventa il marcatore più prolifico nella storia della Serie A da subentrante.

Contemporaneamente esulta anche la Roma che, a un minuto dal termine, completa la rimonta sullo Spezia. Dopo il gol iniziale di Nikolau che ha dato ai liguri l’illusione di evitare lo spareggio, prima Zalewski e poi Dybala a ridosso del novantesimo hanno consentito ai giallorossi di sopravanzare in classifica la Juventus, impegnata nella trasferta in Friuli contro l’Udinese e risolta da un gol di Chiesa.

La Vecchia Signora potrebbe partecipare alla prossima Conference League, ma il condizionale è d’obbligo, in attesa di sapere la decisione definitiva dell’UEFA circa la probabile punizione da comminare ai bianconeri dopo il patteggiamento con la giustizia sportiva italiana.

Chi la spunterà tra Verona e Spezia?

È l’interrogativo che tutti si pongono e che archivierà definitivamente la Serie A 2022-23. Come detto, la coda si rende necessaria per l’arrivo simultaneo in classifica, con scaligeri e liguri entrambi appaiati a quota 31 punti. Non si tratta di una novità quello dello spareggio, immediatamente successivo alla regular season. La Serie A, infatti, torna ad avere una coda con la sfida-salvezza dopo ben 18 anni, quando il Parma mandò il Bologna tra i cadetti nella stagione 2004-05.

A disperarsi, forse, sono più i veneti che hanno clamorosamente mandato all’aria la possibilità di evitare lo scontro diretto con lo Spezia dopo l’incredibile pareggio interno maturato al 95’ contro un Empoli ormai senza alcuno stimolo. I ragazzi di mister Semplici, invece, puntano tutto sullo spirito dimostrato nell’ultima uscita contro la Roma, messa alle corde fino a un giro di lancette dal triplice fischio finale. Sarà sufficiente? Staremo a vedere!

Nando Di Giovanni
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