Cividale del Friuli e Aquileia

Ore 9 del mattino. Ci lasciamo Udine alle spalle per raggiungere il nostro primo sito UNESCO: Cividale del Friuli. Molti hanno fatto visita da queste parti: Celti, Romani, Longobardi, Veneti, ed oggi tocca a noi. Città ricca di storia, una storia così intensa che camminando tra le stradine medioevali sembra di rivivere quei giorni così lontani.

Ore 9 del mattino. Ci lasciamo Udine alle spalle per raggiungere il nostro primo sito UNESCO: Cividale del Friuli. Molti hanno fatto visita da queste parti: Celti, Romani, Longobardi, Veneti, ed oggi tocca a noi. Città ricca di storia, una storia così intensa che camminando tra le stradine medioevali sembra di rivivere quei giorni così lontani.

Siamo subito rimasti incantati dalla sua bellezza. Ci armiamo di mappa e brochure varie e come due veri turisti ci addentriamo nel centro cittadino. Passando per Via del Monastero Maggiore raggiungiamo l’entrata per visitare il Tempietto Longobardo, ricco di affreschi, tra i quali spicca la raffigurazione di Cristo in Gloria, con alcuni Santi al suo fianco e la scena dell’adorazione dei Magi. All’uscita innanzi a noi si apre un panorama mozzafiato, il fiume Natisone in tutta la sua bellezza, sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo, e qui abbiamo dato sfogo alla nostra creatività tra foto e video.

Nel frattempo conosciamo una ragazza del posto che a storia ne sapeva molto più di noi e ci spiega che Cividale è stato il primo insediamento Longobardo nel 568 e rimase tale fino al 774 d.C. Continuiamo il nostro tour visitando la Casa medievale: si tratta di un edificio costruito nel trecento e rimasto inalterato nelle sue linee essenziali. Si passa per piazza Paolo Diacono contornata da edifici di epoche e stili diversi e giriamo come matti tutta la mattinata, passando sul ponte del Diavolo. Curiosa è la leggenda che lo circonda: per facilitare la costruzione del ponte il Diavolo avrebbe chiesto in cambio l’anima della prima persona che ci fosse passata sopra e così i Cividalesi per salvare una vita umana fecero passare un cane. È tutto il giorno che giriamo, percorriamo una stradina strapiena di gente con musicisti che si dilettano tra canti tipici e balli folkloristici, la fame ci sta assalendo e così, per rimanere in tema storico, ci siamo fermati alla Taverna Dei Longobardi.

Ragazzi che mangiata: crostini con il lardo, speck e gorgonzola, salame e carciofi, provola melanzane e acciughe, il tutto annaffiato da un bel bicchiere di vino rosso. Nel primo pomeriggio ci soffermiamo in un chioschetto tipico della piazza centrale dove i proprietari, simpaticissimi, ci chiamano e ci invitano a brindare con loro, un paio di bicchieri di birra a testa non hanno mai fatto male a nessuno. È ora di ripartire, la città di Aquileia ci sta aspettando.

La raggiungiamo dopo circa 45 minuti di macchina. Aquileia è stato un insediamento Romano per lungo tempo e resti e rovine sono sparse un po’ ovunque. La nostra attenzione viene catturata dalla Basilica di Santa Maria Assunta dove assistiamo ad una marcia di guerrieri Longobardi con costumi di quei tempi, e dai bellissimi mosaici riportati alla luce nel 2011, in parte distrutti da Attila nel 400 e poi nascosti per lungo tempo da una fitta vegetazione. Si sta facendo sera e così ci dirigiamo all’Hotel Patriarchi. Facciamo il check-in, saliamo in stanza, giusto il tempo di sistemarci e… domani ci aspetta la Slovenia.

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VitadaTurista

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