Il patrimonio Unesco di Sukhothai: che bellezza!

Sveglia alle 8, è ora di visitare il nostro ennesimo sito Unesco, molto differente dagli altri visti in precedenza. Oggi si va nell’antica città di Sukhothai, la capitale originale del primo regno thailandese e primo regime indipendente del Siam, il quale fu al centro di tutte le attività per 150 anni. Dista 15 km dal nuovo centro cittadino, decidiamo quindi di affittare un motorino sia per raggiungerla più facilmente sia per girarla a nostro piacimento. L’entrata è di 100 baht più 20 per il motorino.

Neanche facciamo 100 metri e alla nostra sinistra vediamo l’imponente Wat Mahathat, il miglior esempio dell’architettura di Sukhothai. Una volta conteneva diversi santuari e cappelle oltre alla la bellezza di 198 Chedi, dove venivano riposte le reliquie dei re thailandesi. E’ tutto circondato da colonne in condizioni più che precarie e tra di esse si può notare la più grande statua del sito, un Buddha alto 9 metri. Ci sbizzarriamo facendo foto e rubando qualche notizia da un gruppo di spagnoli con una guida al seguito che proprio in quel momento inizia a raccontare la storia del luogo.

Dopo aver appreso qualche nozione generale risaliamo sul motorino e, come da istruzioni, continuiamo il nostro giro. Arriviamo al Wat Si Sawai, originariamente un tempio Hindu, poi diventato Buddhista.Segue il Wat Sa Si, costruito su un’isola in una posizione che lo rende più affascinante degli altri templi e noi ci soffermiamo ad ammirarlo in tutto il suo splendore. Di nuovo sul motorino, sempre con la cartina in mano provando a seguire il tragitto menzionato dalla guida, chissà perché continuiamo a fare sempre lo stesso giro. Basta uno sguardo tra di noi per riporre la cartina nella tasca e cominciare a gironzolare tra quelle rovine così antiche e piene di storia.

Non sappiamo in che ordine, ma alla a vedere tutto, anche più di una volta. Senza accorgersene si fanno le 4 del pomeriggio, più che soddisfatti dell’escursione rientriamo nell’ostello, una doccia e via al mercato notturno che non è molto distante da dove alloggiamo. Non molto grande, si estende per un centinaio di metri, ma strapieno di ottime cose da mangiare. Optiamo per dei tavolini posti all’estremo del mercato, ci incuriosisce la presentazione di un piatto servito su un altro tavolino, ne ordiniamo due e dopo neanche 3 minuti altri due.

Buono è dir poco, capiamo immediatamente di aver trovato il nostro piatto locale preferito: si tratta del pad ka pow moo kom, non ricordiamo esattamente il nome ma ricorderemo alla perfezione il suo sapore. Costa 30 baht al piatto, una squisitezza, specialmente per gli amanti del piccante. Si fa subito notte, decidiamo di rientrare e per la strada non possiamo fare a meno di comprare una busta piena di Longan per 30 baht al kilo. Oggi si va a nanna presto, domani ci aspetta un altro importante sito Unesco da visitare. Un consiglio per chi vorrà visitare questa splendida città: provi a prendere una stanza nell’Happy Guesthouse, economica e vicinissima a tutto, col proprietario è gentilissimo e più che disponibile per qualsiasi consiglio o aiuto.

VitadaTurista

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