Le meraviglie della Baia di Ha Long

Alle 8 del mattino siamo già in strada ad attendere l’autobus. Stiamo andando ad Ha Long City, dove prenderemo la barca che attraversa la Baia di Ha Long e arriva a Cat Ba Island. Ci si può arrivare in parecchi modi: il tour di un giorno, di una notte e due giorni, dormendo in barca, o di due notti e tre giorni, dormendo la prima notte in hotel e l’altra in barca. È tutto organizzato e i costi aumentano. Noi optiamo per un fai da te: prendiamo solo i biglietti per Cat Ba Island al costo di 14 dollari a persona.

In autobus incontriamo una coppia di Milano: Chiara e Max, anche loro con la stessa nostra idea di avventurarsi senza il tour. Dopo 4 ore di viaggio raggiungiamo il pier, il molo, piccola attesa e tutti in barca. E che barca! Sembra un vascello del ‘700, entriamo per primi e riusciamo ad assicurarci quattro dei pochi posti disponibili sulla “terrazza” della barca. Ci sono solo otto lettini e il resto della ciurma è confinato all’interno, sulle sedie. Noi dal nostro attico, con il sole alto e una incredibile giornata, ci godiamo la vista di questa baia eccezionale.

La Baia di Ha Long raggruppa più di 3.000 isole, pinnacoli di tutte le grandezze e forme che sorgono dall’acqua del Golfo di Tonkin rendono il paesaggio incantevole, non a caso sito UNESCO e parte del patrimonio dell’umanità. Nelle isole si trovano innumerevoli grotte, tutte formate dal vento e dalle onde. Dopo poche miglia marine ci fermiamo a visitarne una; l’entrata è scenica, giochi di luce le danno profondità e amplificano la bellezza delle stalattiti e delle stalagmiti che la compongono. Ci colpisce un punto particolare della grotta, un piccolo buco in alto dal quale entra un fascio di luce che lascia intravedere una particolare vegetazione; l’interno è entusiasmante, la grotta è in ottime condizione e il tragitto è ben organizzato e permette di visitarla nel giusto modo. Si risale in barca; ci stendiamo su quei comodi lettini a prendere un po’ di sole, facciamo amicizia con le altre persone che sono riuscite ad accaparrarsi i lettini rimasti e si crea un bel gruppetto.

Dopo 2 ore siamo nel mezzo della baia, attraversiamo un piccolo villaggio galleggiante costituito da una ventina di case e pieno di piccole imbarcazioni di due persone pronte alla pesca, aggiriamo un pinnacolo e ci troviamo nella pace più assoluta. Si sente solo il rumore del motore dell’imbarcazione, siamo circondati dal verde mentre l’acqua color smeraldo ci fa dondolare alla ricerca dello spot perfetto. Lo raggiungiamo quando il sole, uscendo alle spalle di un pinnacolo, regala a quella natura incontaminata dei colori stupendi; la luce si riflette sull’acqua come per indicarci la strada, ci guardiamo intorno e non crediamo ai nostri occhi: è un posto meraviglioso, sembra di tornare indietro di mille anni. È la bandiera vietnamita che, sventolando alto sopra di noi, ci ricorda dove siamo perché la nostra immaginazione va al di là di un posto terreno. Tutto sembra fermo, è solo la barca che continua ad andare avanti. Intravediamo le sponde di Cat Ba Island ma ci voltiamo indietro, non riusciamo a staccare gli occhi da quella vista mozzafiato.

Solo quando la barca si ferma e tutti sono già scesi a terra ci rendiamo conto di essere arrivati. Veniamo ammucchiati in un autobus, c’è da attraversare l’isola per arrivare a Cat Ba Town, un percorso di 40 minuti tra una fitta vegetazione. L’autobus è strapieno e non riesce neanche ad arrampicarsi sulle salite se non in prima, sforzando al massimo quel motore simile a quello del nostro vecchio Ciao. In discesa invece va ancora più lento per paura di prendere troppa velocità. Al nostro arrivo in città siamo più che felici di essere arrivati sani e salvi. Non ci mettiamo molto a trovare un ostello. Otto dollari a camera, comoda e spaziosa, addirittura con l’aria condizionata, un lusso per noi, che a questo prezzo non ce lo aspettavamo proprio. Non riusciamo neanche a farci la doccia per la fame che abbiamo, scendiamo subito e ci infiliamo nel primo posto per mangiare. Ci è andata bene! Iniziamo con due piatti di riso fritto con verdure e polpa di granchio, all’interno c’è anche un acquario con pesci locali, crostacei e vongole che non entrano neanche nel palmo di una mano. Prendiamo un pesce alla griglia ed un chilo di vongole cotte al vapore. È vero che non abbiamo fatto colazione e non abbiamo neppure pranzato, ma con questa cena abbiamo pareggiato i conti: quattro birre per un conto totale di 20 dollari!

Dopo cena, torniamo in stanza. Doccia e via, si esce di nuovo! Passa un’ora e il gruppo della barca si riforma. Ci siamo dati appuntamento in un localino sul lungomare, ci sono più bottiglie di birra su quel tavolo che nei frigoriferi di tutti i ristoranti della zona. Cominciamo a fare di tutto, i giochi più scemi, e presto cominciamo a non capire più nulla. Qualcuno abbandona il campo di battaglia, le coppie si ritirano nelle proprie stanze. Restiamo solo noi due, Chiara e Max; rientriamo in hotel e continuiamo a bere sul terrazzo vista mare. Per evitare di addormentarci lì, dopo un po’ decidiamo di buttarci a letto … che giornata! E che serata!

VitadaTurista

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