Templi e non solo, le bellezze di Luang Prabang

Affittiamo le 4 biciclette (siamo noi e le due ragazze tedesche conosciute in viaggio), 15000 Kip l’una (due dollari), controlliamo se tutto è a posto e montiamo in sella. La giornata non è delle più belle ma decidiamo di effettuare il nostro tour, prima destinazione Wat Xieng Tong. Posizionato nel mezzo tra i fiumi MekongNam Khan, è il tempio meglio  conservato di Luang Prabang, costruito nel 1560 dal Re Setthathirat e rimasto sotto il dominio imperiale fino al 1975.

Proseguiamo costeggiando la sponda del fiume Mekong. L’acqua è di un marrone scuro, c’è fango ovunque lungo le sponde con una corrente che trasporta arbusti di notevole grandezze, ma nell’insieme offre una vista affascinante. Ci fermiamo a visitare altri templi più piccoli come il Wat Wisunalat, il più antico della città costruito nel 1513 e più volte ristrutturato, il Wat Long khum e il Wat Chom Phet. Insomma questa piccola cittadina fa parte del patrimonio mondiale Unesco e di cose interessanti da vedere ce ne sono molte, per non dimenticare il Palazzo Reale.

Ma noi gironzoliamo perdendoci nelle piccole stradine della città e attraversando mercatini e lunghi stradoni troviamo un piccolo tempio dove dei monaci ci intrattengono per far due chiacchiere, purtroppo non abbiamo potuto tenere una grande conversazione ma abbiamo fatto sì che potessero praticare un po’ d’inglese. Ci fermiamo a mangiare in una bancarella che vendeva carne di maiale cotta alla brace, molto simile alla crosta della nostra porchetta, che accompagnata da una birra non è stata niente male.

Nei pressi c’è un ponte particolare nel suo genere e ci divertiamo ad attraversarlo senza interessarsi di cosa ci sia dall’altra parte. Risultato? Offre una stupenda vista del fiume. Nel tardo pomeriggio torniamo nella guesthouse e ci prepariamo per visitare il mercato notturno. Si dice che si mangino squisitezze, non vediamo l’ora di raccontarvelo!

VitadaTurista

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