Ultimo giorno a Budapest

Oggi è il nostro ultimo full day a Budapest. Dopo qualche giorno di riposo, la nostra Bianchina è lì che ci aspetta, pronta per essere messa in moto ed essere lanciata su altre strade. Ma ci sono ancora molte cose da vedere, e alle 9 cominciamo il nostro tour. Ci dirigiamo al centro storico di Buda, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1987. Qui l’appuntamento obbligato è quello con la visita al Palazzo reale, all’interno del quale si trovano la Biblioteca Nazionale, il Museo di Storia e la Galleria Nazionale.

Oggi è il nostro ultimo full day a Budapest. Dopo qualche giorno di riposo, la nostra Bianchina è lì che ci aspetta, pronta per essere messa in moto ed essere lanciata su altre strade. Ma ci sono ancora molte cose da vedere, e alle 9 cominciamo il nostro tour. Ci dirigiamo al centro storico di Buda, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1987. Qui l’appuntamento obbligato è quello con la visita al Palazzo reale, all’interno del quale si trovano la Biblioteca Nazionale, il Museo di Storia e la Galleria Nazionale.

 

All’esterno c’è un’ampia piazza dove abbiamo ammirato la fontana di Re Mattia, il re più amato dagli Ungheresi, il quale regnò dal 1458 al 1490. La fontana rappresenta una scena di caccia. Su un alto pilastro c’è il leggendario uccello Turul, il quale mostrò il passo attraverso i Carpazi per la nuova Patria, e non molto distante il Palazzo che dal 2000 ospita il Presidente della Repubblica. Alle 12 abbiamo assistito anche al cambio della guardia: si tratta di un momento veramente suggestivo, durante il quale le guardie svolgono manovre anche complesse per 10 minuti con una sincronia spaventosa. Più che una manovra militare è ormai diventata un’attrazione turistica.

Continuando la nostra passeggiata tra le strade di Buda abbiamo visitato la chiesa di Re Mattia, costruita nel 1250, quando Adalberto il Quarto trasferì qui la capitale. In verità all’inizio la chiesa venne costruita in onore della vergine protettrice dell’Ungheria e prese il nome di re Mattia solo quando, nella metà del 1400, il re fece costruire il campanile ultimandone la costruzione. Per ultima ci siamo lasciati la visita al Bastione dei Pescatori, chiamato così per il mercato del pesce che si svolgeva nella piazza adiacente. Costruito alla fine del diciannovesimo secolo in occasione del millenario, si può ammirare la statua di Santo Stefano e le sette torri che rappresentano le sette tribù. Dopo tanto girare, si è fatta ora di pranzo e la nostra mitica guida ci ha portato in un ristorantino di sua conoscenza, il Bor la Bor. Veniamo trattati da re: si comincia con un brodo di carne di manzo e verdure, mentre la tavola è imbandita con diverse salse fatte con la paprica, una delle quali piccantissima. A seguire uno stinco di maiale che sarebbe bastato a sfamare un intero esercito, ma che era così buono che non abbiamo esitato ad aggredirlo come veri guerrieri… tanto da lasciare solo l’osso, e in pochissimo tempo!

L’ultimo appuntamento della giornata era la visita ai bagni turchi. La struttura è molto caratteristica, con mura che risalgono agli inizi del sedicesimo secolo. La direttrice ci ha fatto fare il giro completo e questo ci ha permesso di digerire l’abbondante pranzo prima di entrare in sauna a smaltire un po’ di tossine. E dopo la sauna, la vasca Jacuzzi con getti d’acqua che ti rilassano al punto di farti addormentare, nuotata in piscina per la riattivazione muscolare e infine la piscina centrale con acqua che proveniva direttamente dalla sorgente con una temperatura di 36 gradi. Relax totale, che purtroppo è finito prima di quanto sperassimo!

Veloce passaggio all’Hotel Mercure che ci ha ospitato per 4 notti e, indovinate un po’? Di nuovo a tavola, stavolta in un ristorantino a pochi passi dall’Hotel. Dobbiamo fare un piccolo appunto sui ristoranti che abbiamo visitato: personale sempre carino e disponibile, cibi buonissimi, sempre ben presentati e curati nei minimi dettagli. Ebbene sì, mangiare a Budapest si è dimostrato grandioso e ha superato di gran lunga le nostre aspettative! Quest’ultimo ristorante, il SonkaArcok, ha rispettato tutte queste caratteristiche. La cameriera, che oltre ad essere molto preparata era anche molto carina, ci ha portato due taglieri strapieni di tutti gli affettati e formaggi della casa, le luci soffuse della sala davano una certa privacy, piacevole e allo stesso tempo coinvolgente.

Lo so quello che state pensando. Questi più che una vita da turista stanno facendo una vita da nababbi. È vero, ci stanno trattando molto bene ma presto ci rimetteremo in macchina (la nostra Bianchina ci sta aspettando!). Prima però dobbiamo ringraziare l’Ente del Turismo Ungherese che ci ha ospitato, Timari Bettina che ha organizzato nel dettaglio il nostro programma, e la nostra guida Eva, che grazie alla sua professionalità e a una impressionante conoscenza del territorio ci ha fatto vivere questo bellissimo Paese monumento dopo monumento, chiesa dopo chiesa e pietra dopo pietra. Vi consigliamo vivamente di contattarla per visitare l’Ungheria come va visitata!

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VitadaTurista

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