Ungheria: Pannonhalma e arrivo a Budapest

Ore 9:00: è ora di rimettersi in marcia. La nostra Bianchina è lì che ci aspetta, ma tra noi e lei c’è un diluvio! Non ci demoralizziamo e cominciamo la nostra giornata, destinazione Abbazia di Pannonhalma. Questa Abbazia Benedettina è entrata a far parte del patrimonio culturale dell’UNESCO nel 1996, quando Papa Giovanni Paolo II la visitò in occasione dell’anniversario della fondazione (risale infatti all’anno 996). Fu fondata da Géza, padre del primo re Ungherese Santo Stefano.

Ore 9:00: è ora di rimettersi in marcia. La nostra Bianchina è lì che ci aspetta, ma tra noi e lei c’è un diluvio! Non ci demoralizziamo e cominciamo la nostra giornata, destinazione Abbazia di Pannonhalma. Questa Abbazia Benedettina è entrata a far parte del patrimonio culturale dell’UNESCO nel 1996, quando Papa Giovanni Paolo II la visitò in occasione dell’anniversario della fondazione (risale infatti all’anno 996). Fu fondata da Géza, padre del primo re Ungherese Santo Stefano.

Con noi c’è anche Eva, la guida che ci accompagnerà per tutta la nostra permanenza in Ungheria. Sin dall’ingresso rimaniamo colpiti dalla bellezza dell’Abbazia. L’interno è pieno di affreschi, ma la nostra curiosità ci fa dirigere al Chiostro, da non molto rinnovato, dove lungo una parete si vede una parte di muro completamente distrutta ma coperta da una teca che racchiude un affresco di Gesù fatto nella prima metà del XIII secolo. Purtroppo Eva ci spiega che non è possibile riportarlo completamente alla luce, perché la completa distruzione del muro porterebbe al crollo del Chiostro stesso, ed è così che possiamo soltanto affidarci alla nostra immaginazione per viaggiare verso la bellezza che quelle mura sembrano nascondere. La cosa più sensazionale, però, accade poco più tardi, all’interno dell’Abbazia. La sola porta d’ingresso vale il viaggio: è fatta di marmo rosso ungherese nel quale si possono vedere i segni lasciati dai fossili. Un volta all’interno Frate Sylvester ci spiega la storia dell’Abbazia. Per fortuna c’è Eva che ci aiuta con la traduzione.

Si passa poi ad un’altro elemento portante della nostra visita, la biblioteca di Pannonhalma, costruita nel 1825 in stile Neoclassico. L’interno di questo tempio della scienza e del sapere contiene nove ritratti dei maggiori esponenti ecclesiastici di scienze e letteratura, reperti storici dei primi frati Benedettini che occuparono il monastero, lunghe file di colonne con capitelli accuratamente scolpiti, la copia della lettera di fondazione dell’abbazia di Tihany e della stessa abbazia di Pannonhalma, una bibbia di 800 anni fa, che non si può però ammirare, e più di 300.000 libri. Non è ancora finita. Il monastero è infatti circondato da ettari ed ettari di vigneti, dove i frati stessi producono vino e liquoriLì vicino c’è un ristorante Viator dove ci ospitano per assaggiare le prelibatezze del posto. Si comincia con una zuppa, composta da crema di cavolfiore e funghi, con crostini al tonno ed erba cipollina, accompagnata da un Sauvignon Blanc. A seguire una guanciola di cinghiale con gnocchi di semola e una cotoletta di maiale a pelo riccio con insalata calda di patate e cipolla, accompagnate da un Riesling, un vino ottimo per le carni bianche. Visto il nostro interesse per la cucina, ci fanno scendere nel posto dove questi piatti sono stati creati e troviamo lo chef Christian, che ci spiega come ha dato vita a ciò che abbiamo mangiato poco prima. È stato molto interessante scoprire le fasi che hanno portato alla creazione di piatti così prelibati! Non finisce qui perché ci sono ancora le cantine da visitare, dove incontriamo Nadia, che ci spiega che dopo la seconda guerra mondiale venne proibito ai frati di produrre il vino. Solamente nel 2003 è stata data loro la possibilità di riprendere l’attività produttiva. Certo che dopo 50 anni di inattività il terreno era abbastanza ridotto male. La produzione attuale è per gran parte merito di Tibor Gal, ex enologo delle cantine Antinori, il quale dopo un’approfondito studio sul terreno capì quale potessero essere gli uvaggi più idonei. Alla fine, dopo tanta fatica, ecco il Riesling, il Sauvignon Blanc, il Gewurztraminer e il Viogner per i bianchi e per i rossi il Pinot Noir ed il Merlot. I nostri complimenti vanno specialmente al Riesling, davvero un ottimo vino!

Parlando e discutendo di vino e di tecniche vinicole, si rischia di far tardi. Un’altra destinazione, però, ci aspetta, l’ultima di questa lunga giornata: Budapest, la capitale! Che città! Bella? No, bellissima. Anzi, di più! Tenetevi pronti perché nei prossimi giorni vi racconteremo ogni dettaglio di Budapest. Dateci solo il tempo di scoprirla in ogni suo più piccolo angolo. Nel frattempo, ne abbiamo approfittato per fare un giro sul Danubio, con un battello della compagnia Legenda. La temperatura si è abbassata notevolmente, ma è impossibile resistere al fascino del fiume: siamo saliti al piano superiore del battello, all’aperto, per avere una vista migliore sulla città. Peccato, però, che non siamo molto preparati a queste temperature (anzi, per dirla tutta, visto che siamo diretti in Thailandia nello zaino abbiamo solo costumi e magliette a maniche corte). In altre parole … ci stavamo congelando! Tanto da impietosire una hostess del battello che ci ha portato due coperte da mettere sulle spalle, tanto eravamo gli unici lì fuori, tutti gli altri erano seduti all’interno.

Una volta partiti e sistemato il cavalletto è iniziata la photo session! Il top lo si raggiunge nel momento in cui tutti i ponti e i palazzi più importanti lungo le rive del Danubio si accendono come per magia e regalano una vista mozzafiato. Arrivando davanti al Parlamento l’emozione sale, perché quello che si vede è qualcosa di veramente incredibile! Basti pensare che tutta la zona circostante fa parte del patrimonio culturale dell’UNESCO, un insieme unico di meraviglie, messe lì una dopo l’altra. Durante il viaggio, abbiamo anche fatto amicizia con una ragazza americana, della Pennsylvania. Qualche foto scattata insieme, una chiacchierata, ed è partito lo scambio dei numeri di telefono. Domani saranno in due e noi altrettanto … speriamo solo che la serata sia meno impegnativa della mattinata che ci aspetta! Dopo la splendida gita sul Danubio è ora di cena, ci aspetta il ristorante A 38, una ex spaccaghiacci. Il ristorante si trova al piano superiore, negli altri due fanno concerti rock. Ci siamo guardati e, perché no?, abbiamo deciso di goderci prima un po’ di musica prima di cena. Niente male, specialmente il secondo gruppo. Saremmo rimasti volentieri ma lo stomaco brontolava, chiedeva pietà… la cena non poteva più essere rimandata! E così, dopo una bella cenetta, siamo andati in hotel.

È stata una lunga giornata. Siamo arrivati alla fine distrutti, giusto il tempo di darci la buonanotte e ci siamo infilati sotto le coperte! Domani si va alla scoperta di Budapest!

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VitadaTurista

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