Una tipica cena thailandese

Tatiana e Gabriele sono già in Thailandia, e dunque hanno potuto provare le prelibatezze della cucina thailandese, un misto di sapori e profumi che ha pochi eguali tanto nel sud-est asiatico quanto nel mondo. Gustare questa particolare cucina è un’esperienza che costituisce parte integrante del viaggio, e dunque scopriamo insieme come gustare, insieme, una tipica cena thailandese.

Iniziamo subito con le location ideali: non esistono! O meglio, tutte le destinazioni sono funzionali al raggiungimento del risultato, considerando che Bangkok è una metropoli enorme, e dunque non sarà certamente difficile trovare un locale dove mangiare la classica cucina del luogo. La vostra scelta, però, dovrebbe (o deve, dipende dai punti di vista) ricadere su una categoria di offerta diversa: i ristoranti di strada.

 

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Tatiana, con il suo divertente uso del dialetto romano, ce lo dice chiaro e tondo: più so zozzi e più so boni! Non è certamente un invito ad abbandonare ogni convenzione e rispetto per l’igiene nel mondo della ristorazione e della gastronomia, ma dovete pur tenere conto di un dato di fatto, ovvero che il ristorante italiano e le sue peculiarità in Thailandia non si trovano, e comunque difficilmente sarebbero applicabili al luogo.

 

Ecco dunque che, seduti a un tavolino in mezzo alla strada, oppure in uno dei tanti distretti centrali della città, verrete accolti da donne (spesso in abiti tradizionali) assolutamente sorridenti, gentilissime e ben disposte anche a passare oltre gli evidenti limiti comunicativi, con voi buoni italiani che poco masticate l’inglese, figuriamoci il thailandese, e loro che cercheranno comunque di farsi capire, e in fondo il linguaggio degli sguardi e dei sorrisi è universale.

Di fronte a voi, una scelta molto diversa da ciò che siete stati abituati a mangiare fino a quel momento. Si parte dal Pad Thai, una sorta di spaghetti (o per meglio dire, noodles) conditi con gamberetti e pollo e dal sapore enfatizzato dall’uso, abbondantissimo, di aglio, tofu, curry e tamarindo, in un misto agrodolce che o vi piacerà tantissimo, o vi disgusterà. Per chi ama più la carne, vi sono sostanzialmente due scelte possibili: il pollo e il maiale. Il primo, servito con gli anacardi o con una deliziosa salsa di latte di cocco e curry, e il secondo accompagnato da un “dressing”, per dirla all’americana, di funghi e zenzero.

Per concludere in bellezza e bontà, poi, affidatevi al Khao Niaow Ma Muang, quello che gli inglesi chiamano “sticky rice with mango”, ovvero del riso bianco, piuttosto cotto, sul quale viene posizionata una fettina del classico frutto tropicale, che crea un contrasto cromatico e di sapori tutto da scoprire.

Se sarete rimasti soddisfatti dal menù, lo sarete ancora di più dal prezzo. La Thailandia, infatti, permette di sfamarsi con somme molto, ma molto più basse rispetto a quanto capita in Occidente, e dunque non dite al proprietario che c’è stato un errore nel conto, se tutta la cena sarà costata come un piatto di bucatini a Roma; qui è tutto così, affascinante, diverso ed economico!

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