Sognando la Thailandia 2015 – Alla scoperta del golf

Sognando la Thailandia 2015 ha come tema lo sport. E così, dopo il Muay Thai – disciplina della lotta tipica della cultura tradizionale thailandese – e il running, che ha sempre più adepti in tutto il mondo, tra amanti delle urban tracks e dei sentieri naturali, ecco che Daniel, Federica e Sara “fanno i conti” con il golf, il più nobile degli sport, ma in un ambiente davvero non convenzionale per mazze e palline. Ecco come Daniel ci racconta il loro approccio al golf, in salsa… thailandese!

Il golf. Un campo verde, una mazza e qualche buca. Come dire che un’automobile sia soltanto un volante ed un motore, che un aereo sia soltanto un paio d’ali e che per fare un tavolo ci vuole il legno e che per fare il legno ci vuole l’albero, andando avanti così a vita.

Devo essere sincero. Per me il golf è stata una bella scoperta. Ci sono miriadi di regole così semplici da attuare che poi finisci per fare confusione e per zappare il terreno al posto di colpire la pallina. Postura, gira il busto, braccio disteso, gomito a novanta gradi, doppia impugnatura, guarda la mazza, devi vedere solo due nocche, i pollici si toccano, piedi stabili e piantati a terra, nel mentre la mazza scivola verso il basso, il busto si gira durante lo swing, petto in fuori testa in alto e piedi destro che si alza e il tuo sguardo perso nell’orizzonte a controllare su quale zolletta del pratino inglese la tua pallina atterrerà. La sua pallina. Perchè la mia, almeno le prime volte, rimaneva sempre lì, accanto a me. Che pallina romantica.

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Il golf è così, una metafora della vita. Ti metti d’impegno, ripassi la lezione per tutto il giorno, poi arrivi al momento in cui vuoi colpire la pallina, al posto della tecnica ci metti la rabbia ed ecco che “sbucci” la pallina, che ti cade a pochi metri dal tuo piede. Capita invece che, frustrato per i vari tentavi andati a vuoto, tu voglia provare un tiro senza impegno, senza nemmeno metterci tanta potenza e.. pum! Quella pallina inizia a roteare nell’aria con una leggiadria che non ti fa nemmeno credere che quel tiro sia partito dalla tua mazza da golf. Quando meno te l’aspetti, inizi a volare. Proprio come nella vita no?

In quattro giorni di allenamenti siamo migliorati notevolmente e siamo arrivati sul green con una conoscenza base delle tecniche del golf molto soddisfacente. Si respirava aria di festa, forse per il colore giallo sgargiante delle divise delle nostre caddy, forse perchè tutti acchitati con Polo e bermuda ci sentivamo davvero dei pro’ (come li chiamano qui), forse perchè l’idea di metterci alla prova con un panorama così verde che non poteva lasciarti indifferente, ci motivava sul serio!

Sta di fatto che quei campi che per la maggioranza delle volte vedevano sgambettare uomini troppo seriosi e troppo concentrati sulle loro palline da colpire per regalare un minimo sorriso alle gentilissime caddy, avevano dato spazio a un team di veri e propri giullari di corte prestati al mondo del golf: noi.

Ci siamo divertiti e con le nostre buffe mosse impugnando una mazza da golf abbiamo conquistato ben dodici buche, abbiamo visto sorridere le nostre caddy che hanno messo da parte la loro favolosa professionalità per condividere con noi questo momento sportivo, con una raffica di video e selfie. La nostra buca migliore ha fatto rima con i loro sorrisi. Tutto il resto non conta no?

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